Corsi

I leader comunitari, gli operatori e i giovani leader saranno divisi in due gruppi: Leader ed Operatori che lavoreranno insieme ed in parallelo.

Un gruppo a sé stante è costituito dai Direttori , dai Vice Direttori e dagli insegnanti della Rete delle Scuole Ebraiche ai quali sono dedicati, anche a livello settoriale, seminari specifici , seminari a carattere trasversale, e i Forum che comprendono 3 appuntamenti annuali per i Direttori e 2 per i Vice.

Community Management 2

Quali comunità saranno capaci di sopravvivere e aver successo nei prossimi 30 anni?

Quali possono essere gli schemi manageriali che contribuiscono a questo successo ?

Le nostre comunità devono superare l’approccio rigido e obsoleto basato su schemi fissi e già vissuti . Vanno adeguati  nuovi modelli di management alle esigenze delle nostre comunità. Non è facile cambiare! Non è facile rischiare! Vincerà chi saprà prendersi la responsabilità di aprirsi a nuove strutture e nuovi approcci pratici che permettano alle comunità di svolgere le proprie funzioni in maniera efficace, moderna, pratica ed efficiente.

La gestione delle Figure Comunitarie

Dal presidente al madrich, dal rabbino al consigliere, dal maestro al segretario. Le nostre comunità, anche le più piccole, hanno tante figure diverse che richiamano responsabilità e aspettative reciproche. Un sistema così complesso si avvicina a quello di una grande impresa.  Spesso si  prova a gestire una intera comunità senza (ri)conoscere gli altri incarichi. Siamo sicuri che è sempre chiara la divisione di incarichi e responsabilità? Quali sono le aspettative dei nostri utenti? Quali sono le aspettative che ciascuna figura ha delle altre e che dinamiche scaturiscono da una percezione non condivisa dell’altro?

Dalle Politiche di Indirizzo alle Politiche di Gestione

Le nostre strutture affidano un ruolo decisionale e di indirizzo ai politici ed un ruolo organizzativo e gestionale ai dipendenti. Chi “decide” è un volontario e quando arriva solitamente ha un mandato di pochi anni (alcune volte pochi mesi),  chi “esegue” è un dipendente che solitamente ha un “mandato a tempo indeterminato”. Cosa succede quando chi decide è meno competente del suo esecutore? Quali sono gli approcci e le dinamiche per stabilire un equilibrio costruttivo in grado di mettere l’esperienza dei dipendenti in mano ai politici? Che possibilità di innovazione esiste quando si incontrano da una parte volontari-politici, che temono commettere errori e decidono il meno possibile, e dall’altra dipendenti che hanno già alle spalle anni di esperienza che gli permette di vedere con chiarezza cosa funziona e cosa non serve?

Gestione e motivazione delle Risorse Umane

Il fattore umano è l’elemento centrale e principale che può portare a dei grandi successi. Il segreto di questo successo sta nella nostra capacità di ascoltare, capire, accompagnare e motivare le risorse umane con cui interagiamo. La gestione delle Risorse Umane nelle nostre Comunità non sempre è stata al centro dell’attenzione comunitaria. Ogni individuo nasconde in sè un potenziale quasi illimitato che il dirigente–volontario  deve saper coltivare e motivare. L’intelligenza emotiva che permette accendere la motivazione è un elemento–abilità che produce degli effetti incredibili, aumentando la produttività, diminuendo i conflitti, motivando il personale e creando delle dinamiche positive, il cui valore è praticamente incalcolabile. Se la motivazione è necessaria per i dipendenti lo è ancora di più per i nostri volontari-Consiglieri-Leader-Politici.

I vantaggi di Lavorare in TEAM

Molti pensano che 2+2 faccia sempre 4. Quando si tratta di risorse umane invece 2+2 può fare anche 3 perchè persone che lavorano male insieme possono creare anche dei danni. Quello che pochi sanno è che 2+2 possa fare anche 5 poiché collaborando c’è sempre un valore aggiunto la cui grandezza dipende direttamente dalle nostre capacità di fare squadra. Cosa dobbiamo fare per creare un team composto da volontari? Questo è il caso dei Consigli delle nostre Comunità e strutture Comunitarie. Come trasformiamo un Consiglio comunitario in un Team-vincente?

Comunicazione: Public Speaking e Mediatraining

Viviamo oggi una realtà dinamica e frenetica ove i media riempiono molte funzioni: informative, divulgative, critiche, investigative, speculative, politiche, contrastanti e anche, delle volte, negative. Ogni apparizione di Presidenti, Consiglieri, giovani e meno giovani ha degli echi la cui potenza non sempre ci è chiara. Un arma a doppio taglio che bisogna conoscere in profondità per usarla nel migliore dei modi. Un corso di formazione con nozioni di Public Speaking e di Media-Training: tecniche per parlare in pubblico ed affrontare le interviste

Gestione delle decisioni

Una delle più grandi problematiche del mondo del management e della leadership è come “decidere”. All’interno di una Comunità questa difficoltà si amplia e crea delle staticità nocive e negative che “costano” molto di più dei possibili errori prodotti da una decisione errata. Per decidere e gestire le conseguenze delle nostre decisioni è necessaria una trasparenza gestionale di fondo. Il coraggio di decidere si basa su una serie di principi che permettono affrontare ostacoli e dilemmi comunitari con una certa sicurezza. La sicurezza che le soluzioni proposte siano le più appropriate a risolvere le criticità.

Mediazione dei conflitti familiari

Molti sono i fattori e le dinamiche che possono produrre  conflitti in seno alla famiglia, tra i vari componenti del nucleo famigliare. Le variabili esistenti ci portano a influenze esterne alla famiglia come anche a problematiche interne dovute a visioni , aspettative ed esperienze di vita diverse e contrastanti. La capacità di uscire dal blocco emozionale e mentale in cui viviamo ci   portano a comprendere la visione, i sentimenti e le attitudini di chi ci sta vicino. La mediazione in questi casi è un percorso trasparente e responssabile in cui si richiede uno sforzo personale per il bene del nucleo famigliare.

Dalla ricerca empirica alle responsabilità decisionali

Come misurare la “salute” della Comunità, come si redige una diagnosi alla luce delle necessità scoperte nella mappatura.Per una responsabile gestione comunitaria non è più possibile prescindere dalla ricerca empirica dal punto di vista di chi porta sulle spalle il peso delle responsabilità decisionali. L’epoca in cui si pensava che fosse sufficiente la sana intuizione per guidare una Comunità è oramai finita. Il dialogo con gli utenti è una necessità per capire necessità, dubbi, sviluppi e possibili crisi di identità e coscienza ebraica.

Fundrasing

Esiste una perenne tensione tra il costante aumento delle necessità di una Comunità e la diminuzione di fondi a disposizione. Il fundraising è il cammino obbligatorio che porta una Comunità a promuovere progetti, attività e dinamiche positive che creano fondi e supporto non solo locali ma anche a livello nazionale ed internazionale. Per iniziare questo percorso verso l’indipendenza finanziaria, bisogna passare per una serie di tappe di adattamento mentale ed organizzativo. Questo modulo presenterà i principi basici del fundraising, i benefici che questo processo apporta alla Comunità e cosa si richiede da un Consiglio che desideri intraprendere questo cammino.

Mediazione dei conflitti comunitari

I conflitti comunitari nascono da necessità particolari, da visioni diverse della realtà e da aspettative non condivise su valori e programmazioni future. La comprensione delle necessità, prese di posizione, mete e ruoli delle varie persone coinvolte in un processo conflittuale è fondamentale per poter arrivare ad una gestione condivisa di una comunità. La mediazione ci permette di conoscere e rispettare le diversità dei vari gruppi (o singoli). Attraverso un processo sistematico di tipo WIN-WIN, che prevede una comunicazione non violenta, il rispetto dell’altro e la massima trasparenza nel processo decisionale, si può trasformare il conflitto in una opportunità per migliorare e sviluppare la comunità.

I conflitti comunitari possono nascere da situazioni non definite che scivolano inevitabilmente a frizioni interne, spesso provocate da una serie di situazioni, interne ed esterne, che nessuno sa esattamente definire. Il Workshop innanzitutto analizza le fonti dei conflitti cercando di definire le ragioni principali che portano una comunità al conflitto delineando una mappatura delle potenziali crisi.

Cultura ebraica

Iscritti di diversa età  e di diverse esperienze manifestano  sempre più spesso il bisogno di riscoprire le proprie radici culturali e di rielaborare la propria identità. I corsi e le conferenze di ebraismo si moltiplicano, ma molto spesso le persone meno motivate e meno preparate se ne allontanano scoraggiate dopo una prima e insoddisfacente esperienza. Spetta agli operatori dei progetti trovare risposte adeguate alle aspettative anche delle persone più semplici. Necessità di organizzare  convegni e giornate di studio da ripetere in diverse comunità  (soprattutto quelle più piccole eventualmente insieme) sui grandi temi dell’ebraismo e con una particolare attenzione alle questioni della società contemporanea. L’approccio dovrebbe essere duplice: tradizionale e storico-culturale. Riscoprire quali sono le basi culturali della comunità ebraica italiana: e questa riscoperta non deve essere riservata a pochi eletti, ma deve essere divulgata con seminari giornate di studio, pubblicazioni e manifestazioni che evidenzino questo aspetto. La mancanza di questa consapevolezza ha portato, spesso, molti ebrei italiani ad una situazione di sudditanza e di complessi di inferiorità.  E’ attraverso un dibattito interno, uno scambio di informazioni, un accesso a materiali di conoscenza capaci di suscitare una crescita personale che si può rispondere a questo tipo di bisogno  largamente avvertito in tutti gli strati della popolazione ebraica.

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